Impatto sul ghiaccio
NASA/JPL/Università dell’Arizona
Impatto sul ghiaccio
ESP_014436_0920
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Il polo Sud di Marte è coperto da una sequenza di livelli di ghiaccio e polvere, spessa circa 3 chilometri, sovrapposti come gli strati di una torta. I crateri da impatto che si formano in questa zona sono soggetti a processi di modificazione e di degradazione diversi da quelli a cui sono sottoposti i crateri che si formano in aree rocciose.



Un esempio di questi processi diversi è la sublimazione. La maggior parte del materiale che costituisce un cratere ghiacciato è volatile, pertanto con il calore può sciogliersi o sublimare (cioè trasformarsi da solido a gas senza passare per lo stato liquido). La sublimazione è più comune su Marte a causa della sua atmosfera, sottile ed asciutta. Le pareti dei crateri che sono rivolte verso il Sole ricevono più luce diretta dei loro dintorni e pertanto si riscaldano più facilmente. Se il ghiaccio di cui sono in parte costituite le pareti sublima, la struttura dell’ orlo del cratere viene degradata.


Il cratere ripreso in questa immagine misura circa 900 metri di ampiezza. La luce illumina ciò che rimane del bordo rialzato del cratere dal basso a destra, riscaldando di preferenza l’ interno della struttura. Il ghiaccio qui sembra sottile (infatti si vede più materiale esposto, di colore scuro), con un rivestimento ancor più sottile sulla parte esterna del bordo. Questo fenomeno potrebbe essere prodotto da molteplici cause: forse la parete esterna è più inclinata di quella interna, provocando in tal modo una maggiore esposizione diretta alla luce ed un processo di sublimazione più efficiente quando il Sole la illumina.



Una volta che il ghiaccio inizia a sciogliersi, materiale più scuro e più ricco di polvere viene portato alla luce. Questo materiale assorbe più calore del ghiaccio puro (come se si rimanesse al Sole con indosso una maglietta nera invece di una bianca, che riflette i raggi del Sole), accelerando così il processo di sublimazione del ghiaccio vicino ad esso. E’ possibile osservare questo processo all’opera attorno alla parete esterna del cratere, in questa immagine della HiRISE.

Traduzione: Roberto Gorla

 
Data di acquisizione
25 agosto 2009

Ora su Marte
8:00 PM

Latitudine (centrata)
-87.8°

Longitudine (Est)
246.3°

Altitudine della sonda
249.0 km

Scala originale dell’immagine
24.9 cm/pixel (con 1 x 1 binning) e gli oggetti di 75 cm attraverso sono risolti

Scala dell’immagine proiettata:
25 cm/pixel

Immagine proiettata
Stereografica polare

Angolo di emissione
5.9°

Angolo di fase
81.2°

Angolo di incidenza del Sole
78°, e il Sole è localizzato 12° sopra l’orizzonte

Longitudine solare
327.2°, inverno settentrionale

JPEG
Nero e bianco:
proiettato  non proiettato

Colore IRB:
proiettato  non proiettato

Colori combinati IRB:
proiettato

Colori combinati RGB:
proiettato

Colore RGB:
non proiettato

JP2 per scaricare
Nero e bianco:
proiettato (495 MB)

Colore IRB:
proiettato (226 MB)

JP2 EXTRAS
Nero e bianco:
proiettato  (254 MB)
non proiettato  (332 MB)

Colore IRB:
proiettato  (101 MB)
non proiettato  (248 MB)

Colori combinati IRB:
proiettato  (140 MB)

Colori combinati RGB:
proiettato  (129 MB)

Colore RGB:
non proiettato  (216 MB)
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NB
IRB: Infrarosso–rosso–blu
RGB: Rosso–verde–blu


Addenda
Il Jet Propulsion Laboratory della NASA dirige la sonda MRO. La fotocamera fu costruita da Ball Aerospace & Techologies Corp., e il suo progetto è realizzato dall’Università dell’Arizona.