Dune e ondulazioni in Valles Marineris
NASA/JPL/Università dell’Arizona
Dune e ondulazioni in Valles Marineris
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In questa ripresa di Ius Chasma in Valles Marineris sono raffigurate due tipologie di depositi sedimentari creati dall’opera del vento.

Nell’immagine di dettaglio sono evidenziate delle ondulazioni più piccole, di colore chiaro e simili a creste vere e proprie, drappeggiate al di sopra del substrato roccioso, molto più chiaro. A queste ondulazioni sono sovrapposte lunghe scure dune di sabbia, stando ad indicare la formazione più recente delle dune rispetto alle altre formazioni. Osservazioni effettuate in passato hanno mostrato che le ondulazioni, conosciute dai geologi come “creste eoliche trasversali” o TAR, non sono in movimento. Esse si trovano prevalentemente nelle zone vicine all’ equatore di Marte, in posti dove la direzione del vento cambia secondo cicli giornalieri o stagionali.

Dettagliate investigazioni effettuate dai rover Spirit e Opportunity hanno messo in evidenza che le formazioni TAR sono rinforzate da uno strato superficiale di granelli grezzi rimasti dopo che le particelle più piccole sono state spazzate via dal vento. Questi granelli sono troppo grossi per venir sollevati dal vento e preservano i TAR dall’ ulteriore erosione. In contrasto, recenti osservazioni effettuate da HiRISE mostrano che molte delle dune di colore scuro di Marte sono attualmente in movimento.

Da queste evidenze, possiamo fare delle ipotesi a riguardo della recente storia dei depositi eolici in Ius Chasma. Sedimenti non consolidati si formarono all’ interno del canyon a seguito della frammentazione causata dagli impatti di meteoriti e per l’erosione delle ripide pareti del canyon. Questi sedimenti sono stati erosi e trasformati in dune ad opera dei venti che soffiano su e giù per il canyon, con direzioni diverse il giorno e la notte. Alla fine i depositi di sedimenti hanno perso la battaglia contro gli infaticabili venti e quelli rimasti sono stati trasformati nelle ondulazioni visibili nell’immagine, orientate perpendicolarmente rispetto alla lunghezza del canyon (di traverso rispetto ai venti).

Più recentemente, nel canyon è stato introdotto un rifornimento di sabbia che il vento non ha fatto ancora in tempo a rimuovere. Invece di formare le usuali dune a mezzaluna, i venti, che soffiano da direzioni opposte, hanno rimodellato la sabbia in lunghe dune lineari punteggiate da brevi pareti a strapiombo. Nella ripresa ad alta risoluzione possiamo vedere che le dune di sabbia di forma lineare sono increspate da ondulazioni trasversali alla direzione del vento. Al termine del processo la maggior parte della sabbia verrà spazzata via, lasciando sul terreno le formazioni TAR.

Traduzione: Roberto Gorla

 
Data di acquisizione
19 dicembre 2011

Ora su Marte
2:50 PM

Latitudine (centrata)
-7.0°

Longitudine (Est)
275.6°

Altitudine della sonda
265.6 km

Scala originale dell’immagine
26.6 cm/pixel (con 1 x 1 binning) e gli oggetti di 80 cm attraverso sono risolti

Scala dell’immagine proiettata:
25 cm/pixel

Immagine proiettata
Equirettangolare (e il nord è su)

Angolo di emissione
0.1°

Angolo di fase
48.9°

Angolo di incidenza del Sole
49°, e il Sole è localizzato 41° sopra l’orizzonte

Longitudine solare
45.5°, primavera settentrionale

JPEG
Nero e bianco:
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Colore IRB:
proiettato  non proiettato

Colori combinati IRB:
proiettato

Colori combinati RGB:
proiettato

Colore RGB:
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JP2 EXTRAS
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Colore IRB:
proiettato  (194 MB)
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Colori combinati IRB:
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Colori combinati RGB:
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3D
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Addenda
Il Jet Propulsion Laboratory della NASA dirige la sonda MRO. La fotocamera fu costruita da Ball Aerospace & Techologies Corp., e il suo progetto è realizzato dall’Università dell’Arizona.