Nuovi crateri marziani
NASA/JPL/Università dell’Arizona
Nuovi crateri marziani
PSP_010200_1805
Inglese   Francese   

twitter  •  google+  •  tumblr

SFONDO
800
1024
1152
1280
1440
1600
1920
2048
2560

HIFLYER
PDF (28x43 cm)

HISLIDES
PowerPoint
Keynote
PDF

Gran parte dei crateri mostrati da HiRISE sono antichi, ma quelli dovuti da impatto avvengono grazie ad un processo che avviene continuamente sulla superficie marziana.

Mentre i crateri di grandi dimensioni sono rari, quelli con diametro di pochi metri si formano in un arco temporale compatibile con le missioni marziane, che possono osservarli e confermarli. I dati che provengono dal Mars Orbiter Camera (MOC), dal Mars Global Surveyor (non più in attività), dalla Context Camera (CTX) a bordo del Mars Reconnaissance Orbiter e HiRISE hanno permesso di datare i crateri nell’arco di tempo di pochi anni o addirittura mesi, confrontando le immagini acquisite in differenti istanti.

La gran parte dei nuovi crateri identificati dalla CTX e HiRISE si collocano nelle aree dove c’è più polvere dove un nuovo impatto ha l’effetto di raschiare via dalla superficie la polvere mostrando le rocce nascoste che sono di colore scuro. E’ proprio la differenza di colore che permette la scoperta dei nuovi crateri. Le aree meno polverose del pianeta sono infatti soggette alla stessa intensità di bombardamento, ma senza l’ausilio del contrasto cromatico è molto più difficile identificare crateri di piccole dimensioni. Quando CTX identifica un nuovo punto scuro, HiRISE provvede in seguito ad analizzare l’area con una ulteriore immagine per confermare che il punto scuro sia in realtà un cratere da impatto.

Gran parte dei nuovi crateri fanno in realtà parte di un cluster, come questo. Il cluster qui raffigurato è lungo all’incirca 350 metri (più o meno un quarto di miglio) e il cratere più grande ha un diametro di 5 metri (16 piedi). Questi cluster probabilmente rappresentano il risultato della frammentazione della meteora precedentemente all’arrivo sulla superficie di Marte. La grandezza dell’area di dispersione del cluster dipende sia dalla grandezza che dalla densità del corpo impattante. I ricercatori possono analizzare i cluster per avere più informazioni sulla natura dell’oggetto che li ha creati.

Traduzione: Luigi Stilo

 
Data di acquisizione
29 settembre 2008

Ora su Marte
3:37 PM

Latitudine (centrata)
0.5°

Longitudine (Est)
242.3°

Altitudine della sonda
261.9 km

Scala originale dell’immagine
26.2 cm/pixel (con 1 x 1 binning) e gli oggetti di 79 cm attraverso sono risolti

Scala dell’immagine proiettata:
25 cm/pixel

Immagine proiettata
Equirettangolare (e il nord è su)

Angolo di emissione
4.2°

Angolo di fase
52.4°

Angolo di incidenza del Sole
56°, e il Sole è localizzato 34° sopra l’orizzonte

Longitudine solare
134.2°, estate settentrionale

JPEG
Nero e bianco:
proiettato  non proiettato

Colore IRB:
proiettato  non proiettato

Colori combinati IRB:
proiettato

Colori combinati RGB:
proiettato

Colore RGB:
non proiettato

JP2 per scaricare
Nero e bianco:
proiettato (455 MB)

Colore IRB:
proiettato (206 MB)

JP2 EXTRAS
Nero e bianco:
proiettato  (172 MB)
non proiettato  (280 MB)

Colore IRB:
proiettato  (49 MB)
non proiettato  (197 MB)

Colori combinati IRB:
proiettato  (125 MB)

Colori combinati RGB:
proiettato  (122 MB)

Colore RGB:
non proiettato  (194 MB)
Etichette per i prodotti
Nero e bianco
Colore
Colori combinati IRB
Colori combinati RGB
Prodotti EDR

Prodotti fotografici
“Drag & drop” per usare con HiView, oppure clicca per scaricare.

NB
IRB: Infrarosso–rosso–blu
RGB: Rosso–verde–blu


Addenda
Il Jet Propulsion Laboratory della NASA dirige la sonda MRO. La fotocamera fu costruita da Ball Aerospace & Techologies Corp., e il suo progetto è realizzato dall’Università dell’Arizona.