Megabreccia nel cratere di Holden: eloquenti prove di un evento improvviso e violento
NASA/JPL-Caltech/UArizona
Megabreccia nel cratere di Holden: eloquenti prove di un evento improvviso e violento
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Questa immagine riprende la porzione sud-occidentale delle terrazze e del fondo del cratere Holden situato a sud-est di Margaritifer Terra.

La breccia è una roccia che tipicamente consiste in frammenti rocciosi di diverse dimensioni e forme che sono stati spezzati, trasportati e cementati insieme durante un evento geologico improvviso, come una frana, una piena o la formazione di un cratere. Se non fosse per le dune sabbiose di colore scuro disperse qua è là, questa immagine potrebbe ingannare facilmente anche un esperto e portarlo a pensare che essa sia in realtà la fotografia ravvicinata di un esemplare di breccia da impatto.

Il prefisso “mega” sta a significare che la breccia consiste di materiale ‘clastico’, costituito da frammenti di roccia, in genere più grandi di un edificio. L’enorme formazione clastica vicino al centro della foto ha dimensioni colossali, di 50 per 25 metri. Il cratere di Holden ha probabilmente subito estese alterazioni ad opera dell’acqua corrente, ipotesi supportata dal fatto che si osserva il prosciugamento e la deposizione di materiale nel cratere a partire da un ampio canale, denominato Uzboi Valles, che è penetrato all’interno del bordo sud-ovest di Holden.

Anche se è possibile che la megabreccia si sia formata a causa di un rilascio catastrofico di acqua all’interno del cratere, un’ipotesi più probabile risiede nell’impatto che ha creato Holden, che è cavità di circa 150 chilometri di diametro. Il cratere Popigai, che si trova sulla Terra e che è grande la metà di Holden, presenta un esempio simile di megabreccia con rocce megaclastiche di dimensioni paragonabili.

Sulla Terra, un deposito di megabreccia generato da un impatto meteorico si trova in genere sepolto sotto il fondo del cratere, pertanto queste rocce potrebbero essere state portate alla luce su Marte dall’erosione verticale operata dall’acqua che un tempo scorreva attraverso la Uzboi Valles.

Traduzione: Roberto Gorla

 
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