Macigni rocciosi inclinati e stratificati in un grande cratere all’ interno del cratere Bequerel
NASA/JPL-Caltech/UArizona
Macigni rocciosi inclinati e stratificati in un grande cratere all’ interno del cratere Bequerel
ESP_025782_2020
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All’ interno del cratere Bequerel, ampio 167 chilometri, si trova un altro cratere di quasi 50 chilometri di diametro. Il cratere di maggiori dimensioni è intitolato a Antoine Henri Bequerel, lo scopritore della radioattività assieme a Pierre e Marie Curie.

Questa immagine mostra la presenza di macigni con forti angolazioni rispetto al terreno, con segni di stratificazione e con aspetti litologici diversi (cioè differenziati per il colore e la struttura – vedi l’ immagine di dettaglio a colori esaltati), ed anche la presenza di dune di colore scuro. Parte di questo affioramento di rocce potrebbe provenire da grandi profondità ed essere stato sollevato prima dall’impatto che ha formato il cratere Bequerel poi da quello che originato il cratere minore di 50 chilometri di diametro.

Come mai un soggetto così interessante non è stato ripreso nelle prime fasi della missione della MRO? Perché in questa zona si trovano, lungo la medesima orbita percorsa dalla sonda, i siti di esplorazione visitati dal rover Opportunity in Meridiani Planum, parti della regione di Mawrth Vallis, i depositi stratificati di Bequerel ma al di fuori del cratere in oggetto, il cratere Asimov con i suoi spettacolari avvallamenti e le gole e il cratere Russell con dune gigantesche e un sito di importanza chiave per il monitoraggio dei fenomeni. Semplicemente, ci sono troppi, ottimi obbiettivi lungo alcune orbite e non abbastanza, invece, lungo le altre.

Fortunatamente quella della Mars Reconaissance Orbit si sta rivelando una missione molto longeva, così abbiamo l’ opportunità di riprendere molte delle più interessanti regioni di Marte.

Traduzione: Roberto Gorla

 
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