
NASA/JPL-Caltech/UArizona
Depositi di Opale nei pressi della Valles MarinerisESP_022620_1690Inglese
Le composizione chimica di Marte era poco conosciuta fino a quando l’inizio delle missioni di esplorazione ha permesso la realizzazione della mappatura della superficie con spettrometri termici e del vicino infrarosso.
Il CRISM a bordo dell’MRO è lo strumento di analisi, a queste lunghezze d’onda, più avanzato che ha come obiettivo questa particolare regione in quanto dei minerali esotici sono stati individuati nelle sue vicinanze. Sia i solfati che la silice idrata sono stati identificati in questo settore grazie alle loro firme spettrali nel vicino infrarosso. I minerali sono stati scoperti vicino al bordo della Valles Marineris, il gigantesco sistema di canyon di Marte. Le regioni stratificate di quest’area si pensa siano molto antiche, con un’età di circa 3 miliardi di anni. I solfati hanno uno spettro simile alla jarosite, un solfato basico di potassio e ferro.
Se queste tutte le ipotesi sono corrette, il minerale è stato creato dalla precipitazione di altri minerali in fluidi acidi a bassa temperatura o dall’alterazione a bassa temperatura di basalto in acqua. Le immagini riprese da HiRISE di queste stratificazioni di colore chiaro in altre zone della Valles Marineris mostrano dei canali invertiti ed altre indicazioni morfologiche che lasciano presupporre lo scorrere di acqua.
Questa immagine fornisce alcuni indizi su come i minerali sono presenti sulla superficie. La antiche rocce a bande emergono da sotto una serie di dune molto più giovani. Sono inoltre visibili delle bande di colore più chiaro alternate a bande leggermente rossastre. Queste bande chiare potrebbero essere delle concentrazioni di opale, mentre le bande scure potrebbe essere delle concentrazioni di jarosite marrone.
Sulla Terra le concentrazioni di opale e selci sono noti in quanto conservano fossili e altre prove biologiche del lontano passato. Anche un piccolo campione di una delle bande chiare di questa regione avrebbe un valore inestimabile per la ricerca scientifica.
Traduzione: Pasquale Sciarretta