Terreno a struttura poligonale
NASA/JPL-Caltech/UArizona
Terreno a struttura poligonale
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Sulla Terra il terreno ghiacciato e ricco d’ acqua spesso sviluppa una struttura dalla rimarchevole regolarità, formata da cumuli e da fossati interconnessi, vagamente rassomiglianti alle cellette di un alveare, struttura chiamata “terreno poligonale”. Queste strutture si sviluppano durante l’ inverno, quando il permafrost ghiacciato si spezza a causa del raffreddamento e della contrazione del terreno.

Nel corso di centinaia e migliaia di anni, la struttura della superficie si sviluppa in una serie, chiaramente visibile, di avvallamenti connessi tra di loro. Tipicamente, la dimensione di questi poligoni è nell’ ordine di alcuni metri. Caratteristiche analoghe sono le fratture di essicazione del fango che si formano quando il suolo umido si asciuga e si contrae, ma queste in genere formano strutture di dimensioni pari a pochi centimetri.

Anche Marte ha le stagioni ed il raffreddamento invernale frattura il terreno ghiacciato permanentemente (il permafrost) in un modo analogo a quello che avviene sulla Terra. Le strutture poligonali sono presenti diffusamente alle medie ed alle elevate latitudini marziane. Questa immagine mostra un esempio di terreno poligonale. Questo processo riduce spesso i crateri da impatto più grandi, come quello di 400 metri di diametro visibile nell’ immagine completa, in un anello residuale di macigni sparsi, in parte riempito e ricoperto dal terreno e dalla polvere soffiata dal vento. I crateri più piccoli, dell’ ordine delle decine di metri di diametro, sono per lo più assenti in questo tipo di terreno. Questa immagine ne presenta tre o quattro. Le caratteristiche combinate dei crateri più grandi e più piccoli ci suggeriscono che in quest’ area la superficie è di recente formazione ed ha sperimentato sostanziali trasformazioni durante un periodo di tempo breve, in termini geologici.

Lo stesso processo di formazione dei poligoni potrebbe essere in parte responsabile del “ringiovanimento” della superficie. Quando nuovi poligoni si sovrappongono alle strutture già esistenti, rimescolano in continuazione la superficie sviluppando nuovi avvallamenti e nuovi cumuli. A prova di ciò, l’ attento esame di crateri che sembrano di recente formazione rivela che i poligoni si formano rapidamente all’ interno dei crateri, erodendone le pareti.

Traduzione: Roberto Gorla

 
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