Un canale ed i suoi sedimenti all’ interno del cratere Lyot
NASA/JPL-Caltech/UArizona
Un canale ed i suoi sedimenti all’ interno del cratere Lyot
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L’ acqua allo stato liquido scorreva in abbondanza lungo la superficie di Marte solamente nel primo miliardo di anni della storia evolutiva del pianeta. In alcune specifiche zone, tuttavia, l’ acqua potrebbe essere rimasta stabile più tardi nella storia del pianeta, fino all’ epoca in cui Marte è diventato freddo ed asciutto. Il cratere Lyot è uno di questi posti.

Il cratere di Lyot è un bacino dotato di una struttura ad anello che si alza al suo interno, si è formato nei bassipiani dell’ emisfero nord di Marte ed è il punto topografico più basso dell’ emisfero settentrionale. Sappiamo inoltre che l’ evento che ha portato alla formazione di Lyot è avvenuto dopo il termine dell’ epoca di attività fluviale su Marte più significativa, pertanto qualsiasi struttura osservata all’ interno di questo cratere si è anch’ essa formata dopo quel periodo.

Questa osservazione mostra ciò che sembra essere un deposito a ventaglio di forma molto particolare, allo sbocco di una valle che risale per circa 50 chilometri lungo il fondo del cratere Lyot (in alto a destra nell’ immagine). Il deposito non è di recente formazione e l’ attività che lo ha formato è antecedente ai fenomeni dei burroni marziani, alcuni dei quali si possono vedere in alto nell’ immagine. Il ventaglio è stato ricoperto da materiale liscio che in alcune zone è stato rimosso ed in altre è stato ridotto in frantumi: così è difficile capire come apparisse il deposito dopo la sedimentazione che lo ha generato.

Il cratere Lyot si trova in una regione di Marte che si pensa ospiti molti ghiacciai ricoperti di detriti (alcuni di essi sono visibili all’ interno dello stesso Lyot) e zone ricoperte di materiale ricco di ghiaccio. Queste potrebbero costituire potenziali riserve di acqua che, in condizioni appena appena più favorevoli rispetto a quelle odierne, si potrebbero sciogliere e creare strutture simili a quelle qui visibili.

Traduzione: Roberto Gorla

 
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